"Dio mi conceda la serenitĂ di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza di distinguere tra le une e le altre." [preghiera degli Aborigeni Australiani].. Marlo Morgan
| GB, NATA BAMBINA SENZA GENE CHE PROVOCA CANCRO AL SENO |
LONDRA - E' nata nei giorni scorsi in Gran Bretagna la prima bambina testata prima dell'impianto dell'embrione nel grembo materno per essere certi che non avesse una alterazione genetica che provoca all'80% il cancro al seno. I medici dell'University College di Londra hanno detto che la piccola e sua madre stanno bene. L'embrione nato da una procedura di fertilizzazione in vitro era stato esaminato prima dell'impianto per verificare la presenza di alterazioni nel gene Brca1. Le donne di tre generazioni nella famiglia del padre sono state colpite dal tumore al seno prima dei trent'anni. Paul Serhal, l'esperto di fertilita' che ha assistito la coppia, che ha chiesto l'anonimato, spiega: ''Questa bambina non dovra' affrontare la paura di sviluppare questa forma genetica di cancro al seno o di cancro alle ovaie da adulta. I genitori non passeranno questo rischio per la salute alla figlia. L'eredita' duratura di questa operazione e' lo sradicamento della trasmissione di questa forma di cancro che ha devastato queste famiglie per generazioni''. La diagnosi genetica pre-impianto (Pgd) prevede il prelievo di una cellula di un embrione nello stadio in cui e' composto da 8 cellule, tre giorni dopo la sua formazione. E' comune la pratica in cui si verifica la possibilita' che il futuro bambino non erediti il gene che provoca malattie come la fibrosi cistica. Ma nel 2006, l'Autorita' britannica per la fertilita' umana e l'embriologia (Hfea) ha dato il via libera anche ai test sui cosiddetti geni suscettibili, come il Brca1. Tutti gli esseri umani portano una versione di questi geni - la proteina del Brca1, quando funziona correttamente, contribuisce a impedire la formazione di tumori - ma alcune variazioni aumentano enormemente la possibilita' di sviluppare il cancro. Nel caso di questa famiglia, essere portatori di questa mutazione, accanto all'80% di possibilita' di ammalarsi di tumore al seno, avrebbe aumentato del 50% le possibilita' di un cancro alle ovaie. Ovviamente, portare il difetto genetico non significa la certezza di avere la malattia da adulti: tuttavia, la famiglia voleva sbarazzarsi di questo rischio dopo che la nonna, la madre, la sorella e la cugina del marito sono state colpite dal cancro al seno. |
Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare
un chewing-gum per risolvere un'equazionealgebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai
passate per la mente.
Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato... canta.
Non esser crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti. Non perder tempo con l'invidia.
A volte sei in testa. A volte resti indietro.
La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto.
Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare
della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche.
Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi.
Senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più
probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita,
perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un 85nne.
Sii cauto nell'accettare consigli, mal sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo,
passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.
Tratto dal film : The Big Kahuna
Un altro giro di giostra Tiziano Terzani
La fine è il mio inizio Tiziano Terzani
Nelle terre estreme Jon Krakauer
Il contrario di uno Erri de Luca
Insciallah Oriana Fallaci
Milla splendidi soli Khaled Hosseini
Un cappello pieno di ciliege Oriana Fallaci
Lettera ad un bambino mai nato Oriana Fallaci
Tropico del cancro
Sotto il segno del cancro
..Si mia mamma lo chiama cosi' , "il tagliando".Credo che sia un termine adeguato per intendere i primi controlli dopo l'intervento, il primo, giro di boa se fossimo in una gara di canottaggio o il collaudo della macchina che ti sei appena conprato, o che ti hanno fatto rendere conto di avere perchè fino a quel giorno li... il giorno della scoperta; forse non stimavi nemmeno troppo, forse non gli davi nemmeno troppa importanza o forse era cosi tanto perfetta per te che non poteva essere modificata...
Nel 2008 credo ci siano due categorie di corridori, tutti quelli che corrono cercado la "dimensione encefalica" come la chiamo io, essi nutrono la mente rincorrendo ideali, simboli , principi morali;dove si fa a gara a dimostrare di averli più sani e saldi degli altri.. fottendosene del corpo..
Oppure quelli che invece corrono esattamente nel senso opposto stimando solo la loro carrozzeria 90-60-90 bello bello bello, in cui il motto è sodo-levigato-esile..il migliore sono io!
In realtà poi quando capita un vero collaudo come questo.... tutti smettono di correre, si fermano non lo sanno più fare.. Di colpo tutto è resettato!Perchè?Come e tutti i passi che hai fatto fin'ora?Le certezze le convinzioni?Nel cesso!...
Nel 2008 credo che si debba imparare a trovare la giusta dose della ricetta per rispettare tutto il nostro insieme; il ME e l'IO come mi piace chiamarci, la mente alimentata poco e spesso come nelle migliori diete in modo che sia duratura... il fisico controllato davvero però.. e rispettato, non snaturato....
Credo cosi' si riesca ad imparare a camminare non a correre; capendo l'importanza del farmarsi senza aver paura di dover riprendere magari da dove si era partiti,accettando i collaudi e le revisioni...avendone paura certo ma essendo consapevoli che possono capitare o che nel caso si devono fare..
Non era il mio ma immaggino sia dura è, il minuto prima di vedere il meccanico?????
Avevo paura io che la macchina nn era la mia......buon fine settimana a chi è a casa e a chi lavorerà come me...
Era da tempo in cima alla lista dei principali indiziati di un delitto di cui ogni anno sono vittima oltre 36mila donne italiane, ma malgrado la sua puntuale presenza sulla scena del crimine, finora nessuno era mai riuscito ad incastrarla. Il suo nome è interleuchina 6, una proteina il cui eccesso è tradizionalmente associato ad un tumore, quello al seno, che uccide nel nostro paese circa 11mila donne l’anno.
A trovare finalmente la pistola fumante che la inchioda alle sue responsabilità un gruppo di giovani ricercatori (non a caso investigators, in inglese) dell’Università di Bologna che, secondo la rivista scientifica Journal of Clinical Investigation - una delle più prestigiose nel campo della medicina sperimentale - ha dimostrato che la proteina non solo rende più aggressive le cellule tumorali, ma induce anche un effetto "dottor Jekyll e mister " su quelle sane, che in sua presenza iniziano a dare segni di pazzia tipici del cancro.
Lo studio è ancora più interessante perché si intreccia con una delle nuove frontiere della ricerca medica oncologica, quella delle cosiddette cellule staminali tumorali: le vere leader dello sviluppo del cancro al seno. Sono proprio queste, infatti, ad essersi mostrate sensibili all’interleuchina 6.
"Le staminali sane, esposte all’interleuchina, iniziano ad assumere atteggiamenti tipici di quelle maligne - spiega Massimiliano Bonafé, 38 anni, a capo del team di ricercatori del Centro di ricerca biomedica applicata (Crba) dell’Università di Bologna -. Cominciano a migrare, a spostarsi cioè facendosi largo tra le altre cellule, sopravvivono in apnea, anche in ambienti poveri d’ossigeno, e tendono a crescere, contrariamente alle altre, anche in sospensione, prive di una base d’appoggio. Tutti segnali preoccupanti. Abbiamo inoltre osservato che, così come le staminali del cancro, iniziano a produrre loro stesse altra interleuchina. E questo sembra rispondere ad un altro grattacapo, cui la scienza finora non aveva trovato soluzione: da dove proviene l’interleuchina in eccesso nelle pazienti con cancro al seno?"
Si sapeva già da tempo che questa proteina avesse una stretta relazione col tumore della mammella. Non solo infatti si riscontra in abbondanza nelle pazienti, ma a concentrazioni più elevate corrispondono tumori più aggressivi e potenzialmente letali. Nessuno però finora era riuscito a spiegare come interagisse col tumore, e nemmeno cosa ne originasse l’eccesso. Conoscerla meglio, spiegano gli studiosi, è importante anche perché si tratta di una proteina che ci accompagna per tutta la vita, centrale in molti processi dell’organismo, normalmente con funzioni benefiche.
"Aver trovato una prova del suo ruolo sull’innesco del tumore al seno – spiega ancora Bonafé – apre la strada a nuove strategie preventive e terapeutiche. Da un lato, anche in assenza di una diagnosi di tumore, l’aumento d’interleuchina potrebbe fungere da campanello d’allarme e suggerire una serie di accorgimenti preventivi al fine di scongiurare l’eventuale insorgenza del cancro. In secondo luogo, si potrebbero studiare e perfezionare farmaci o anticorpi in grado di neutralizzarne l’effetto. Nel Regno Unito ci sono già pazienti trattati in questo modo".
Lo studio dell’Università di Bologna si è concentrato sulle cellule staminali della ghiandola mammaria e del cancro al seno. Secondo una promettente ma recente teoria, ancora dibattuta in ambito scientifico, solo una piccola quantità di cellule della massa tumorale sarebbero responsabili dello sviluppo, della proliferazione e delle metastasi del cancro. Colpire quindi queste cellule maligne, dette staminali o progenitrici, e non tutte indiscriminatamente come nelle terapie tradizionali, sarebbe il segreto per sconfiggere il cancro al seno, un male che oggi nel nostro paese colpisce una donna di sessant’anni ogni 25.
Si stima che in Italia siano circa 300mila le donne malate di tumore al seno. Ogni anno ne vengono colpite oltre 36mila. Il 30% di tutte le donne che si ammalano di tumore. 11mila sono quelle che muoiono ogni anno. Il rischio di contrarre la malattia aumenta di cento volte con l’età. A trent’anni la probabilità è di uno su 2500, a quaranta 1/200, a sessanta 1/25. La tendenza è quella di una crescita della diffusione ma di una diminuzione della mortalità.
Nella regione sono oltre 25mila le donne colpite: 3600 i nuovi casi e più di 900 quelle che non ce la fanno ogni anno. Il 62% dei tumori della mammella è compreso nella fascia d’età 50-69 anni. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni è dell’87%, tra i migliori in Europa.
Lotta al cancro: Risoluzione del Parlamento Europeo
Approvato il testo con le linee guida della lotta al cancro in Europa
Era attesa ed è arrivata.
Nell’attuale Semestre di presidenza slovena, che ha fatto della lotta al cancro una delle priorità nel 2008, la Risoluzione delinea una strategia comunitaria che per la prima volta tiene conto dell’Unione allargata a 27 paesi membri. L’approvazione del testo, avvenuta il 10 aprile scorso, è stata preceduta sia da una serie di interrogazioni parlamentari sia da iniziative dell’European Cancer Patient Coalition (ECPC), l’ “associazione europea delle associazioni” in difesa dei malati oncologici, della quale AIMaC è stata co-fondatrice e alla quale anche Favo aderisce. Durante l’elaborazione della Risoluzione, la ECPC ha svolto un ruolo importante, tanto da influenzare positivamente i suoi contenuti.
Creazione di una task force europea contro il cancro e di un comitato consultivo sulla prevenzione, lotta al tabacco e alle sostanze cancerogene in particolare se presenti sui luoghi di lavoro, promozione delle campagne per lo screening precoce, appello alla trasparenza degli studi clinici e all’informazione corretta per agevolare l’arruolamento dei pazienti, istituzione di un registro dei tumori europeo, raccomandazione all’equità nell’accesso ai migliori trattamenti e ai farmaci antitumorali innovativi, incoraggiamento delle cure palliative: questi gli impegni principali assunti dalla Risoluzione, che interviene anche su temi di carattere sociale. Essa invita a redigere una Carta europea per la protezione dei pazienti oncologici (e delle persone affette da handicap) sul lavoro allo scopo di responsabilizzae le imprese sulla continuità occupazionale dei pazienti in cura antitumorale e sul loro reinserimento nel mondo produttivo. Quindi, esorta gli Stati membri a adottare Carte analoghe che prevedano anche la partecipazione dei malati alla definizione delle politiche sanitarie.
Come è noto, l’Italia è finora l’unico paese UE ad aver varato una legislazione apposita per fare sì che il lavoratore malato non venga espulso dal processo produttivo, e il merito della primazia va sen’altro ascritto ad AIMaC che ha saputo esercitare una adeguata pressione sul Parlamento. Ci riferiamo alla norma del part-time contenuta nella “Legge Biagi” del 2003 che riguardava però solo i dipendenti del settore privato. Ma in occasione dell’iter che ha portato all’approvazione della Legge Finanziaria 2008, oltre a AIMaC si è mobilitata anche Favo cosicché è stato possibile estendere la norma anche ai dipendenti del pubblico impiego e, in diversa misura, ai familiari o conviventi che assistono il malato.
Così oggi tutti i lavoratori dipendenti con posto fisso hanno un valido strumento per passare dal tempo pieno al part-time durante le fasi difficili delle cure antitumorali per poi poter riprendere il normale orario di lavoro, mentre i loro familiari, se lavoratori, acquisiscono un titolo preferenziale rispetto ai colleghi nel mutare l'orario di lavoro (da tempo pieno a tempo parziale) per prendersi cura del congiunto affetto da neoplasia.
Questa affermazione è reale ma soprattutto applicata davvero??????????????????????????????????????
| Carta dei diritti del malato |
| 1. DIRITTO AL TEMPO Ogni cittadino ha diritto a vedere rispettato il suo tempo al pari di quello della burocrazia e degli operatori sanitari. 2. DIRITTO ALL'INFORMAZIONE E ALLA DOCUMENTAZIONE SANITARIA Ogni cittadino ha diritto a ricevere tutte le informazioni e la documentazione sanitaria di cui necessita nonché ad entrare in possesso degli atti necessari a certificare in modo completo la sua condizione di salute. 3. DIRITTO ALLA SICUREZZA Chiunque si trovi in una situazione di rischio per la sua salute ha diritto ad ottenere tutte le prestazioni necessarie alla sua condizione e ha altresì diritto a non subire ulteriori danni causati dal cattivo funzionamento delle strutture e dei servizi. 4. DIRITTO ALLA PROTEZIONE Il servizio sanitario ha il dovere di proteggere in maniera particolare ogni essere umano che, a causa del suo stato di salute, si trova in una condizione momentanea o permanente di debolezza, non facendogli mancare per nessun motivo e in alcun momento l'assistenza di cui ha bisogno. 5. DIRITTO ALLA CERTEZZA Ogni cittadino ha diritto ad avere dal Servizio sanitario la certezza del trattamento nel tempo e nello spazio, a prescindere dal soggetto erogatore, e a non essere vittima degli effetti di conflitti professionali e organizzativi, di cambiamenti repentini delle norme, della discrezionalità nella interpretazione delle leggi e delle circolari, di differenze di trattamento a seconda della collocazione geografica. 6. DIRITTO ALLA FIDUCIA Ogni cittadino ha diritto a vedersi trattato come un soggetto degno di fiducia e non come un possibile evasore o un presunto bugiardo. 7. DIRITTO ALLA QUALITA' Ogni cittadino ha diritto di trovare nei servizi sanitari operatori e strutture orientati verso un unico obiettivo: farlo guarire e migliorare comunque il suo stato di salute. 8. DIRITTO ALLA DIFFERENZA Ogni cittadino ha diritto a vedere riconosciuta la sua specificità derivante dall'età, dal sesso, dalla nazionalità, dalla condizione di salute, dalla cultura e dalla religione, e a ricevere di conseguenza trattamenti differenziati a seconda delle diverse esigenze. 9. DIRITTO ALLA NORMALITA’ Ogni cittadino ha diritto a curarsi senza alterare, oltre il necessario, le sue abitudini di vita. 10. DIRITTO ALLA FAMIGLIA Ogni famiglia che si trova ad assistere un suo componente ha diritto di ricevere dal Servizio sanitario il sostegno materiale necessario. 11. DIRITTO ALLA DECISIONE Il cittadino ha diritto, sulla base delle informazioni in suo possesso e fatte salve le prerogative dei medici, a mantenere una propria sfera di decisionalità e di responsabilità in merito alla propria salute e alla propria vita. 12. DIRITTO AL VOLONTARIATO, ALL'ASSISTENZA DA PARTE DEI SOGGETTI NON PROFIT E ALLA PARTECIPAZIONE Ogni cittadino ha diritto a un servizio sanitario, sia esso erogato da soggetti pubblici che da soggetti privati, nel quale sia favorita la presenza del volontariato e delle attività non profit e sia garantita la partecipazione degli utenti. 13. DIRITTO AL FUTURO Ogni cittadino, anche se condannato dalla sua malattia, ha diritto a trascorrere l'ultimo periodo della vita conservando la sua dignità, soffrendo il meno possibile e ricevendo attenzione e assistenza. 14. DIRITTO ALLA RIPARAZIONE DEI TORTI Ogni cittadino ha diritto, di fronte ad una violazione subita, alla riparazione del torto subito in tempi brevi e in misura congrua. |
…………Sono stata operata a metà novembre fa di carcinoma duttale invasivo, GI, senza metastasi al linfonodo sentinella esaminato, stadio .
MI è stato consigliato dall'istituto dei tumori che mi ha operato un ciclo di radioterapia complementare al seno dx e un ormonoterapia (ARIMIDEX) da prendere tutti i giorni per 5 anni.
Mi hanno detto che la prognosi è buona ma la mia domanda è la seguente : all'inizio di febbraio sono stata chiamata dall'istituto per fare la visita per accedere alla radioterapia. La radiologa mi ha sgridato perchè erano passati quasi 3 mesi dall'intervento dicendomi che la radioterapia bisogna farla appena si è cicatrizzata bene la ferita, quindi circa dopo un mese. Le ho spiegato che il tempo trascorso non è dipeso da me ma dai tempi lunghi dell'istituto in cui lei stessa lavora. Mi aveva detto che mi avrebbero messo il lista e chiamato il prima possibile.
Stamattina ho ricevuto la chiamata dell'ospedale che mi dice che fino a metà marzo non inizierò la radioterapia perchè la lista d'attesa è lunga. Possibile? prima mi dicono che sono già in ritardo e poi fanno passare più di 4 mesi dopo l'intervento! Ha senso fare la radioterapia dopo così tanto tempo? Si parla tanto di prevenzione ma la radioterapia non rientra nella prevenzione per non far tornare il tumore?............
Vi chiedo un favore, ma ci vuole solo un minuto.
Dite a 10 amici di dirlo ad altri 10!
Il sito on-line della ricerca contro il cancro al seno e' in
difficolta' perche' non ci sono abbastanza persone che accedono al sito
ogni giorno per raggiungere un numero di accessi che permetta loro di
ottenere, dagli sponsor, una donazione per almeno una mammografia
gratis per donne che non se la possono permettere.
Ci vuole meno di un minuto per andare sul sito e cliccare sul bottone
'donating a mammogram' SENZA NESSUNA SPESA. (E' il bottone rosa nel
mezzo della pagina) Non vi costa nulla. Gli sponsor che sostengono il
sito usano il numero di accessi giornalieri per donare una mammografia
in cambio della pubblicita' che appare sul sito.
Questo e' il sito. Fate girare tra la gente che conoscete.
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
è sempre cosi coraggio...F De Andrè
Roma, 7 febbraio 2008
- Ora si può scoprire un cancro alla mammella analizzando cambiamenti della struttura dei capelli. Più specificamente, bombardando una piccola treccia o un ciuffo di pochi capelli con i raggi X emessi da un sincrotrone, acceleratore di particelle, si può appurare se una persona, con diagnosi di cancro al seno, è veramente affetta dalla patologia abbassando così il numero dei falsi positivi prodotti dalle mammografie.
Dai test già effettuati sperimentalmente si è visto che se i capelli appartengono ad una persona sana, nel campione sottoposto ai raggi X appariranno una serie di archi; se, invece, i capelli appartengono ad una persona malata di cancro sugli archi apparirà, sovraimpresso, un cerchio. Cosa causi la formazione del cerchio non è chiaro. Si pensa ad una proteina, rilasciata dalle stesse cellule tumorali, che alterando il follicolo pilifero produce capelli con una struttura diversa.
Il test non è una novità. Già nel 1999 era stato sperimentato con buoni risultati, ma successivamente altri ricercatori non furono in grado di ripeterlo con gli stessi esiti. L'insuccesso, secondo quanto riferiscono su International Journal of Cancer, Peter French e Gary Corino del Fermiscan, Sidney Australia, era dovuto al fatto che i capelli sottoposti alla prova erano danneggiati dalle tinture o sottoposti a stress dalla stessa radiazione di sincrotrone o malamente posizionati rispetto al raggio X. Il loro dispositivo, invece, dicono gli scienziati australiani, mantiene i capelli nella giusta posizione, non li tira e il test viene fatto solo su capelli non trattati e presi a pochi millimetri dal cuoio capelluto.
I ricercatori hanno così scoperto, usando correttamente i capelli nel loro dispositivo, 12 donne malate su 15 alle quali era già stato diagnosticato un cancro al seno. Sebbene il test generi un alto tasso di falsi positivi, identificando non correttamente 2 donne su 10 con tumore al seno, i ricercatori del Fermiscan sostengono che è comunque utile.Infatti, in una sperimentazione ancora in corso persone indicate dal dispositivo a raggi X come falsi positivi non sono le stesse indicate dalle mammografie come affette da lesioni cancerose. Un risultato discordante che però fa pensare che i due test insieme possano ridurre nel complesso il numero dei falsi positivi.
Temo che lui mi abbandoni, forse perché in questo stato mi sento inadatta nel mio ruolo di donna. Ho paura perché in questi nuovi panni mi sento inadatta e dubito di tutto.
La risposta del medico
In questi nuovi panni?ma quali panni? Tu sei una ragazza spaventata a morte da una malattia cattiva, provata da un intervento pesante e una cura sfiancante. Chiunque al tuo posto avrebbe qualche difficoltà ad essere solare. Chiunque al tuo posto sarebbe alle prese con quella sorta di corto circuito emotivo che salda la paura della perdita e dell’abbandono con la paura tout court , quella con la P maiuscola. Ma non sei diversa non sei un'altra.[…] Perché non ti fai coccolare da tutti quelli che ti vogliono bene, che ti spetta come è giusto? Certo che ti senti stretta, di questi tempi. Ma sono tempi che passano. […]
Trovate giusto che una persona che si trova non per volere, ma per “destino”, ad affrontare nuove dimensioni come la malattia, le cure sia costretta anche a rapportarsi con persone che non capiscono? che nel momento in cui dovrebbero essere vicine ti lasciano?
Credo, anzi so personalmente ma anche per professione che è difficile stare vicino ad una persona malata, è difficile perché sia la mente che il fisico si trovano ad affrontare dure prove, ; e chi è vicino deve essere consapevole che queste fatiche, dovranno essere divise a metà.. Certo non tutti siamo preparati ad affrontare una cosa del genere che non ci aspettavamo.
Però a tutte quelle persone che se ne vanno invece di restare mi viene da chiedere…
Voi volete scappare perché vi sentite investiti da una responsabilità troppo grande, dolorosa a volte che non vi aspettavate arrivasse, e avete paura di non avere la forza... però a chi viene “investito” dalla malattia non ci pensate? Cosa credete?
La persona che si ammala … come credete riesca a trovare la forza per combattere contro malattie e sistemi che non funzionano?credete sia una marziana?
Si tira su le maniche.. e cammina a fatica… Pensate prima di lasciarla che non può lei scappare come invece fate voi non può girare le spalle e chiudere la porta.. ma da quella porta deve per forza passare… e forse dare la mano a qualcuno nel passaggio sarebbe meglio, meno faticoso no?
Infondo voi dovete dare una mano lei la vita…
Articolo trovato su VANITY FAIR sett 5 del 6 febbraio 2008
| utente anonimo |
| utente anonimo |
grazie per ciò che scrivete , e avete deciso di condividere, sono lusingata..., avete fatto bene perchè parlare è utile a noi stessi e agli altri.. perchè sapere che c'è chi prova le stesse cose è fondamentale; non ti senti un marziano ... e serve a caricare.....
perchè non facciamo un comitato ... i Ci siamo rotti le palle......daiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
ti capisco...comprendo la tua rabbia contro un destino spaventoso, comprendo il tuo incazzarti contro l'ipocrisia.....di coloro.....che sono...per il momento.... sani...o ancora credono di esserlo...e, in quanto tali, fanno finta di porgerti una mano, al di qua del muro!!!
Siamo, improvvisamente, come dei naufraghi, approdati su un'isola deserta......un'isola dove ha valore solo il presente...il futuro si trasforma in un grande punto interrogativo, un'isola dove è diverso il modo di vivere, di essere, di sentire....!!!! Un'isola dove si combatte ogni giorno, contro il demone e dove si gode di ogni giorno che ci siamo conquistati!!! Qui tutto acquista più valore...la vita ha colori più nitidi....si vedono cose, che prima passavano inosservate....obnubilate dalla nebbia...nella corsa....verso il niente!!! Immagina il mondo che gira impazzito.....la gente che corre verso ideali che non esistono...e.....la nostra isola....calma.....tranquilla....dove scorrono ruscelli con acque cristalline....spiagge ospitali.....un mare azzurrissimo da togliere il fiato....il tramonto in un cielo sereno......!!! Questa è la nostra isola...perchè noi...consapevoli di possedere solo il presente.....possiamo goderne!!!! Questa è l'isola che ci è concessa per rigenerarci dalla lotta e per attivare le risorse di autocura....necessarie per vincere!!!
Se continuiamo a cercare di girare nel mondo impazzito....abbiamo perso....!!! abbiamo perso possibilità nella lotta....e abbiamo perso la grande opportunità.... di vedere, con occhi diversi....,le meraviglie della vita!!!!
Un grande abbraccio.......
ti voglio bene!